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Dopo tanto peregrinare
appassionati di Folies Bergère
così alla parisienne
sulla Senna a fare da lampare
io e Fuffi alla Ville Lumiere
piena di tutto ciò che sappiamo
la Babylone meretrice
che si specchia nel cielo
e gialla di luci si affaccia sul nulla
cosmico della beltà dei suoi occhi canini
Qui insieme, io e lui
nella patria di monsieur Guillotin
contempliamo insieme la decaduta
monarchia di recente acquisizione:
tante belle teste rotolanti
con facce disdegnanti
qualsiasi parola plebea e agricola
perché non s’addice alla formicola
raccontar al pavone come si vive
dispensar le brice per minuscole vie
non si addice a chi è frutto di terra
far proseliti o combatter la guerra
d’essere regali, d’essere celesti doni
No no, meglio finire
sotto i palchetti d’onore
a far compagnia
alle teste di cavolo
Fuffi e io ci aggiriamo
in queste vuote piazze
sfolgoranti al neon dell’indifferenza:
per un re ch’è morto
cento ancora ne nasceranno
convinti dalle fasce del divin diritto
di sputare in testa a chi è in basso
strano, che ritorni a loro mefitica gocciola
Le teste ancor più antiche
tutte in bell’ordine
decapitate dalla pietra
la folla irrancidita
rimosse dalla chiesa:
e non erano altro
che Giuda distanti.
Sulla facciata occidentale della cattedrale di Notre-Dame di Parigi si trovava la Galleria dei Re, una lunga fila di 28 statue raffiguranti i re di Giuda. Durante la Rivoluzione francese, nel 1793, i rivoluzionari scambiarono queste statue per i re di Francia e le decapitarono, credendo di distruggere un simbolo della monarchia. Le teste, scomparse per oltre due secoli, furono poi ritrovate nel 1977 e sono ora conservate al Musée
National du Moyen Âge di Cluny.